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mercoledì 4 dicembre 2013

Britney Spears - Britney Jean. Recensioni della critica


L'ottavo album di Britney Spears, intitolato Britney Jean è uscito da pochissimi giorni e sin dai primi tempi era stato etichettato dalla cantante come un album molto personale e intenso.

“Dopo aver avuto una difficile rottura quest’anno, avevo molto da dire in studio quindi è stato bello avere una sorta di terapia nella scrittura delle canzoni ed essere in grado di condividerla con i miei fan … quindi è un vero e proprio album personale. Di solito le cose che realmente arrivano dal cuore sono la cosa migliore e il miglior suono. Davvero questo genere di cose ti aiuta a superare la rottura più facilmente perché si canta di quello e ci pensi ogni notte. Ma poi quando sei lì pensi “Ok Va tutto bene, adesso sto esibendomi, quindi va tutto benissimo”

Il primo singolo Work Bitch non era niente di questo ma ben presto Britney ha messo il punto sulla situazione lanciando la ballata Perfume. Nessuno dei due singoli ha avuto il successo sperato ma l'album ha debuttato in cima a tutte le classifiche più importanti. 
Ecco cosa ne pensano le principali testate internazionali:

Boston Globe: Da nessuna parte Britney Jean suona come Britney Spears.

The Guardian: La fragilità di Don’t Cry - la sua migliore ballad da Everytime - è frustrante perché accenna solo a quello che poteva essere

The Independent on Sunday (UK): E’ deprimente trovare pezzi disco dance in coppia con il super-produttore [will.i.am], ballad vagamente atipiche che, comunque, aggiungono poco alla sintetica lucentezza della bambola Spears.

The New York Times
: Britney Spears e Will.I.Am hanno collaborato insieme per tracce troppo tiepide.

Slant Magazine: l’album è un affare sorprendentemente retrogrado, con brani midtempo guastati dalla produzione e una voce che si rifà ai giorni in cui Britney stava vendendo 10 milioni.

Chicago Tribune: Un esercito di produttori, tra cui will.i.am, Diplo, Dr. Luke e David Guetta, con lo scopo di mantenere la Spears al centro delle hit parade, ma senza prendere molti rischi.

All Music Guide: Come pezzo per l’apertura dell’album, [Alien] è difficile da ignorare, ma imposta inavvertitamente il tono per il resto di Britney Jean: lei non è una di noi e non si sente a proprio agio, dove lei è, e il disagio è alla base del resto di questo ‘vagamente deprimente’ album.

The Telegraph (Uk): Questo album prosegue lo spogliarello della carriera di Britney. Ma dietro ogni velo scartato c’è solo un altro velo, un insieme di inconsistenti squadre di produttori, autori e stilisti

NOW Magazine: La seconda parte del disco scivola nell’insipido rispetto ad una prima più movimentata

Rolling Stone: E’ un concept album sulla solitudine della vita pop - con un fidanzamento infranto alle sue spalle, Britney diventa personale e pubblica pezzi musicali più deprimenti che mai.

Billboard.com: Britney Jean, il suo primo album pubblicato sulla trentina, è un sottile cambiamento da ‘petardi frenetici’ a pezzi d’autore più diretti.

Entertainment Weekly: In soli 10 canzoni ordinate, ci porta più vicino che mai a quel suo modo di essere una lontana sognatrice

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