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lunedì 14 luglio 2014

Sia - 1000 Forms Of Fear. Recensioni della critica e previsioni di vendita

Sia Furler sarà poco conosciuta alle masse ma è senza dubbio una delle cantanti più interessanti della musica di oggi.

La cantante di Chandelier, il primo singolo del nuovo disco che è riuscito ad arrivare fino in top 10 negli USA, risultato meritatissimo, ha appena lanciato il nuovo album, 1000 Forms Of Fear. Il disco ha attirato l'attenzione di molti, incuriositi dopo aver sentito le prime canzoni rilasciate, e si appresta a fare un debutto niente male.
 Le copie smerciate nella prima settimana sono più di 50.000, un bottino ottimo per una cantante non main stream come Sia che punta tutto sulla propria voce e non sull'immagine. Curiosa è infatti la tecnica promozionale intrapresa, non farsi mai vedere in viso durante i live.

L'album ha colpito anche la critica, che ha apprezzato la maestria nel canto e nella composizione dei testi della cantante australiana. Il punteggio di Metacritic è di 75 punti, molto alto.
Ecco i principali pareri dei giornalisti e degli esperti:


The A.V. Club: 1000 Forms Of Fear ha le canzoni e la brillantezza contemporanea necessaria per rendere Sia una star a suo pieno diritto, ma avviene a scapito della sua intimità emotiva e della sua personalità anticonformista.

The Guardian: Mentre Sia merita la celebrità, 1.000 Forms of fear è così impeccabile dal punto di vista sonoro e dal sound contemporaneo che il suo impatto potrebbe sbiadire con il tempo.

Q Magazine: C'è sottigliezza occasionale e dramma in mezzo alla magniloquenza.

Drowned In Sound: Non ci sono drastiche alterazioni alla formula standard di Sia, quello che si ottiene è un album con una identità molto specifica.

The Observer (UK): I testi delle canzoni della Furler tendono verso generalità più che specifiche ma ci sono sguardi penetranti verso giochi mentali d'amore (Fair Game), e sull'essere salvati (Cellophane).

Pretty Much Amazing: Anche se il suo nuovo materiale è di qualità mista, lo strumento di Sia rimane uniformemente magnifico. Esegue capriole vocali nel corso delle dodici canzoni, distribuendo grande dolore con un ancora più grande trionfo.

Paste Magazine: E' un album che agisce come se semplicemente l'esistere sia sufficientemente abbastanza. Sì, è un successo sotto quest'ottica ma avrebbe potuto cercare di esserlo di più.

All Music Guide: Dire che è il suo album migliore non fa comunque sfigurare i suoi album precedenti, è il suono della Furler che si impossessa de successo.

Exclaim: Basta considerare che è il solido progetto di un'artista che, dopo aver dato vita ad album efficaci a partire dalla fine degli anni '90, sta finalmente ottenendo il suo riconoscimento davanti, invece che dietro la quinte.

The Independent (UK): Non sorprende quindi che questo primo album solista che asseconda e segue il suo vento sia pieno di squisita fattura.

The New York Times: E' il suono delle passioni irrisolte che possono essere ancora vive dentro formule pop.


Los Angeles Times: 1000 Forms of Fear trae troppo beneficio dalla voce stridula, gracchiante della cantante e dalle produzione orecchiabili create dal suo partner creativo Greg Kurstin.

PopMatters: Il disco mostra il lavoro di un'artista che ha un talento innegabile per la scrittura di melodie solenni e per la lavorazione di canzoni che visualizzano una risonanza più emotiva e che si trova tipicamente in cima alla Billboard.

Rolling Stone: Il suo talento per cori e cuori gonfi traspare da una serie di brani che potresti suonare mentre stai vincendo una maratona.

New York Daily News (Jim Faber):
Nel suono, nella composizione e nel funzionamento, Sia cattura il melodramma della vita con tutta l'esagerazione folle che merita.

MusicOMH.Com: 1000 Forms of Fear è probabilmente il più bel lavoro di Sia.

NOW Magazine: Questa è una delle registrazioni da top 40 dopo tutto, e perciò sbaglia verso performance vocali definitivamente rumorose, che occasionalmente mettono in secondo piano una delle migliori capacità di scrivere testi della musica pop.

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